30 ott 2013

Pompe funebri




Comprereste una bara solo perché pubblicizzata da una bella ragazza?
Pare che in Polonia questo tipo di pubblicità funzioni.
L'azienda di pompe funebri Lindner ha avuto la bella idea di utilizzare donne nude in pose più o meno sexy per un calendario.
Io non ho ancora in mente quale usare per la mia dipartita [che immagino molto lontana].
Se avete voglia intanto di farvi un'idea sulla nuova collezione [dai su, non siate superstiziosi] date un'occhiata qui

28 ott 2013

Beati gli angeli



Mi sembra un'idea assurda quella che hanno avuto all'ospedale Careggi di Firenze.
Propongono di usare una pillola che rallenta la pubertà nei bambini che manifestano una sessualità dubbia [spero non gli venga mai dato l'ok dal Ministero della salute]
Cosa può aiutarci a capire se il nostro piccolo potrà avere problemi in un prossimo futuro?
Ce lo spiega il professor Mario Maggio, direttore del reparto di Medicina della sessualità e andrologia del suddetto centro ospedaliero. Se il maschietto gioca con le bambole può essere un sintomo [immagino giocare a calcio per le femmine].
Ci spiega anche che con questa diagnosi si ha modo, attraverso farmaci adeguati, di indirizzare la pubertà del bambino verso il sesso che sente più suo prima che si completi lo sviluppo degli organi sessuali.
Mi chiedo: ma se venisse approvata questa "cura" si ridurrebbe il numero degli omosessuali?
Saremmo tutti ben definiti e classificabili? Uomini e donne??
Bé, a me questa cosa non piace proprio!




Vita by Lucio Dalla & Gianni Morandi on Grooveshark

24 ott 2013

Lesson number six: La cacio e pepe



La lesson di oggi è all'apparenza molto semplice ma non fatevi trarre in inganno dai pochi ingredienti che la compongono, è sufficiente sbagliare una piccola mossa per ritrovarvi alle prese con un'imbarazzante"pizzottella".

Cominciamo

Pecorino romano grattugiato, diciamo un paio d'etti [sto considerando vi troviate a prepararla per una cenetta a due, magari a lume di candela con il vostro lui o la vostra lei] [se siete da soli dimezzate le dosi, va bene lo so, ci avevate già pensato].

Un cucchiaio di pepe nero [questo poi potrete anche metterlo a vostro piacere considerando il grado di piccante che riuscite a sopportare]
3 etti di tonnarelli all'uovo o, se non amate la pasta lunga, dei bombolotti rigati [prendono meglio il condimento]

Ora non dovete far altro che mischiare in una ciotola i due ingredienti base, preferibilmente con le mani [ritengo che in cucina lavorare gli elementi di una ricetta con le mani sia di gran lunga più pratico ed efficiente].

Nel frattempo avrete messo a bollire l'acqua alla quale avrete aggiunto un pugnetto di sale grosso [non esagerate altrimenti la cacio e pepe vi risulterà  troppo salata e la vostra cenetta romantica la dovrete passare a bere e far pipì].

Quando bollirà  verserete la pasta e la girerete di tanto in tanto.
Al momento di scolarla scanserete in una tazza un po' dell'acqua di cottura.

La pasta a questo punto è in una pirofila.
Non dovete distrarvi, questo è il punto più critico della lesson, concentratevi!

Cospargete di cacio e di pepe precedentemente mischiati e girate.
Versateci sopra pian pianino l'acqua di cottura.
Il preparato dovrà risultare ben cremoso e non avere grumi.

L'aspetto sarà pressappoco questo qui



Buona cena 







20 ott 2013

Hunter's moon


E poi sei apparsa così....
magicamente....
Ti sei voluta mostrare in tutta la tua bellezza, senza alcun invito...



Se volete ridere






16 ott 2013

Chi crede che c'ha l'oro sia un signore...

"Sucessivamente all'8 settembre, data dell'armistizio del Maresciallo Badoglio con le truppe anglo americane, la forza di occupazione nazista, lasciò in parte tranquilla la popolazione ebraica in Italia.
L'allora Presidente della Comunità Israelitica di Roma,Ugo Foà, si era convinto che, forse per la vicinanza con il Vaticano, i nazisti non avrebbero deportato gli ebrei romani, verso i campi di sterminio, come stavano facendo in tutte le altre nazioni conquistate.
La mattina del 26 settembre 1943, invece, lo stesso Foà, insieme al Presidente delle Comunità Israelitiche italiane, Dante Almansi, furono convocati a Villa Wolkonsky, sede del comando nazista, per comunicazioni dal Comandante della Polizia tedesca a Roma, Herbert Kappler.
Saltando i convenevoli, Kappler, brutalmente, disse ai due esponenti della Comunità ebraica che i peggiori nemici contro i quali il popolo tedesco stava combattendo erano gli ebrei, che non avevano bisogno delle loro vite, ne' di quelle dei loro figli. Avevano bisogno di oro: 50 chili d'oro altrimenti 200 ebrei romani, sarebbero stati deportati in Germania.
Diede loro 36 ore per trovare l'oro, che poteva essere sostituito da sterline o dollari, ma non da lire, perché avrebbero potuto stamparne quante ne volevano. Foà ed Almansi provarono a far abbassare le pretese naziste, inutilmente.
Convocarono una riunione con gli iscritti più influenti e, seppur convinti che mai avrebbero raggiunto il peso richiesto, cominciarono a raccogliere oro. La Comunità allora non era certamente ricca, era stata colpita da una guerra devastante e dalle Leggi razziali. Da qui il pessimismo.
Gli oggetti raccolti avevano, certamente, un valore affettivo superiore a quello commerciale, trattandosi, nella maggioranza, di cari ricordi di famiglia. La stessa Santa Sede, venuta a conoscenza del ricatto nazista, fece sapere, ufficiosamente, che se la Comunità non fosse riuscita a raggiungere, entro il termine stabilito, l'oro richiesto, avrebbe provveduto, mettendo a disposizione la differenza che sarebbe stata poi, rimborsata, quando la Comunità ebraica fosse stata in grado di farlo.
Nonostante il pessimismo, la Comunità riuscì a raccogliere oltre i 50 chili d'oro. Per evitare contestazioni, da parte della polizia tedesca, alle operazioni di peso, in Via Tasso, i dirigenti comunitari portarono 300 grammi in più.
Non fu Kappler a presenziare alle operazioni di peso, bensì il Capitano Schutz che, in sostituzione del comandante, con fare arrogante e sprezzante, diede inizio alla pesatura.
Una sola bilancia per massimo 5 chili. Dieci pesate, cinquanta chili. Ma non per il capitano Schutz. Per lui le pesate erano nove, per 45 chili d'oro e non avrebbe consentito la ripetizione dell'operazione, decretando il fallimento della raccolta.
Soltanto la grande insistenza dei due presidenti, insieme alla presenza di alcuni ufficiali italiani, tra cui il Commissario Cappa, chiamati dalla comunità ebraica a testimoniare, convinsero Schutz ad effettuare una nuova pesatura, che confermò il traguardo dei 50 chili d'oro, nei tempi stabiliti.
Chiesero, i rappresentanti ebrei, il rilascio di una ricevuta per l'avvenuta consegna, ma l'ufficiale nazista, sdegnosamente, si rifiutò. L'oro prese immediatamente la via di Berlino, verso il capo dell'ufficio centrale per la sicurezza, Generale Kaltenbrunner.
Come tutti sanno, la raccolta dell'oro fu soltanto un rinvio della deportazione degli ebrei romani verso la Germania e Polonia, verso i Campi di sterminio. Il 14 ottobre successivo, Kappler fece saccheggiare le due biblioteche della Comunità ebraica, con volumi dall'altissimo valore culturale e storico, sequestrarono gli elenchi completi degli iscritti alla comunità, nomi, indirizzi.
Tutto il necessario per catturare gli ebrei in città, avvalendosi della collaborazione dei fascisti, fedeli all'alleato nazista. All'alba di sabato 16 ottobre 1943, centinaia di soldati nazisti, circondarono il Ghetto di Roma, rastrellarono e deportarono 1.259 ebrei romani.
Si raccomandò, Kappler, in un telegramma inviato a Hoess, comandante del campo di sterminio di Auschwitz, dove gli annunciava l'arrivo, da Roma, di oltre 1.000 ebrei di fargli avere un trattamento " speciale", dove per speciale si intendeva l'eliminazione fisica.
Alla raccolta dell'oro parteciparono anche molti non ebrei, gente comune soprattutto, uno slancio di generosità, nei confronti di quei fratelli, concittadini, oggetto di tale vessazione da parte dei nazisti. Oltre alla gente comune, solidale con i fratelli ebrei romani, un personaggio, molto famoso a Roma.
Romolo Balzani.
Romolo Balzani era il più famoso cantante romano dell'epoca. Di umili origini nacque presso Campo de Fiori, padre cavallaro e poi vetturino, mamma trasteverina, dopo qualche tempo si trasferirono in Trastevere.
Una passione innata per il canto e per il fiume Tevere. Canzoni immortali come Barcarolo romano o L'eco der core, Pè lungotevere. Quando partì la raccolta e venutone a conoscenza, volle regalare ai suoi amici ebrei, l'unica cosa di valore che il padre gli avesse lasciato e che custodiva gelosamente: un anello d'oro.
Famosa la scena, impressa nella memoria di decine di ebrei romani presenti, dove Romolo Balzani, uscendo dagli uffici della comunità ebraica di Roma, intona la canzone, poi diventata un inno: "chi crede che c'ha l'oro sia un signore, l'oro per me non conta, conta er core".
Sarebbe giusto e bello ricordare questo episodio, a future memorie e generazioni, per ricordare la generosità dei romani, la solidarietà verso gli ebrei da parte di amici veri.
Per questo motivo, propongo al Sindaco di Roma, Ignazio Marino e al Presidente della Cer, Riccardo Pacifici, di apporre una targa in memoria e in onore di Romolo Balzani, negli uffici della Cer. Perché il suo gesto non vada dimenticato, per non dimenticare, mai.
Una bella storia, romana, di solidarietà."
Vittorio Pavoncello

Io voglio ricordarlo così il 16 ottobre con questo gesto di solidarietà compiuto da un giusto.
Se ce ne fossero stati di più forse in quella giornata disgraziata del 1943 in tanti si sarebbero salvati. 
Di Romolo Balzani e della sua correttezza e generosità se ne è sempre parlato a casa mia.
Era un uomo del popolo, nato vicino a Campo de' Fiori, in via dei Chiodaroli.
Si trasferì poi con la famiglia in Trastevere vicino a dove c'è ora il cinema Reale.
Ebbe sin da ragazzo la passione per il fiume che infatti cantò spesso e con successo.
Poteva tranquillamente rimanere estraneo a quello che stava succedendo ai suoi concittadini ebrei ma preferì entrare nella storia così.
Non fece come colui che eseguì solo degli ordini ma non si pentì mai di averlo fatto.
Oggi al Tempio Maggiore di Roma c'è stata una commovente cerimonia commemorativa in cui ha parlato Riccardo Pacifici, il presidente della comunità ebraica romana.
Mi ha molto colpito il suo discorso
Riccardo parla del carnefice delle fosse Ardeatine e del torturatore di Via Tasso. 
Aggiunge "non vogliamo più pronunciare il suo nome". 
Direi che è un'ottima idea. Anche io da oggi non lo nominerò più. Mi auguro solamente che la sua anima vaghi per l'eternità e non trovi mai pace.
Amen

13 ott 2013

Aldilà



C'è un luogo che ritengo magico nella mia Roma.
Nasce per dare sepoltura ai non cattolici
Parlo del Cimitero acattolico in cui sono sepolte anime di ogni credo e nazionalità.
Le accomuna l'esser nati fuori dall'Italia e l'aver vissuto a Roma per un periodo della loro vita.
Non tutti però vi possono essere sepolti, bisogna avere dei requisiti fondamentali.
Vi sono seppelliti molti personaggi famosi tra i quali Shelley, Keats, Gramsci e Gadda.
Gli altri potrete trovarli qui
Tempo fa ho partecipato ad una visita teatrale guidata da Alessandro Rubinetti.
Alessandro ti porta a spasso tra le tombe, dalle più antiche alle più recenti, recitando, raccontando piccoli passi della vita o dialoghi dei protagonisti del cimitero.
La visita parte dalla parte più antica che si trova proprio sotto alla Piramide di Caio Cestio.
E' da brividi scoprire l'altro lato della Piramide, quello che nessuno vede.
L'ultima volta che sono andata, e con l'occasione ho scattato qualche foto, la Piramide era in corso di restauro ma il suo fascino l'ha mantenuto.




Alcune tombe sono decisamente monumentali come quella che William Wetmore Story [1819-1895], un importantissimo scultore americano, fece per sua moglie Emelyn e risale al 1894.
Story alla sua morte fu seppellito nella stessa tomba ed anche loro figlio Joseph.
Si chiama Angelo del dolore e tra le tante statue che ho visto durante la mia passeggiata è quella che più di tutte ha catturato la mia attenzione. E' straziante vedere questo giovane angelo, femmina a mio dire, piangere tanto da coprirsi il volto con il braccio. 
Chissà se questo scultore ha seguito la moglie dopo pochi mesi come fanno generalmente i mariti e come sostieni tu.



Angelo del dolore




 La mia passeggiata finisce qui ma se volete saperne di più o venite a Roma a visitarlo o leggete la bellissima guida scritta da Alessandro Rubinetti.


















07 ott 2013

La vendetta è un piatto che va servito freddo







La Sposa: Allora mi dia una di queste [spade]... 

Hattori Hanzo: Queste non sono in vendita. 

La Sposa: Io non ho detto "mi venda", ho detto "mi dia". 

Hattori Hanzo: E perché dovrei aiutarti? 

La Sposa: Perché il mio parassita, in passato, è stato uno dei suoi allievi. E considerato l'allievo, direi che lei ha un obbligo piuttosto rilevante verso di me. 

[Hattori Hanzo scrive con il dito Bill su una finestra appannata della soffitta]




03 ott 2013