14 ago 2014

Ricevo e condivido

Riflessioni sul numero di civili palestinesi e di militanti di Hamas morti nel corso dell'operazione "Margine Sicuro" a Gaza

(liberamente tratto da articoli apparsi sul JPOST.COM e su Il Foglio)



Sembra un mistero la ragione per cui diversi media accettano come oro colato il numero dei morti forniti da Hamas che dichiara che dei circa 2000 palestinesi morti almeno il 90% erano civili. D'altra parte Israele afferma che almeno la metà erano combattenti.

Alcune riflessioni portano a supportare maggiormente la media israeliana piuttosto che quella fornita da Hamas. Persino alcuni gruppi di diritti umani antagonisti rispetto a Israele, secondo un articolo del NY Times, affermano che Hamas considera "vittime civili" i seguenti gruppi di persone: palestinesi uccisi da Hamas in quanto collaborazionisti, o a causa di violenze domestiche; palestinesi uccisi da missili o colpi di mortaio di Hamas o comunque morti durante il conflitto.
Mi chiedo se considera vittime civili i 162 bambini morti per il lavoro massacrante di costruzione dei tunnel del terrore.
D'altra parte Hamas considera combattenti solo i militanti armati che sono stati uccisi mentre combattono contro gli israeliani. Per cui Hamas esclude coloro che hanno contribuito a costruire i tunnel o coloro che hanno messo a disposizione le loro case per immagazzinare o lanciare razzi, la polizia di Hamas, i membri politici o comunque coloro che lavorano a stretto contatto con i terroristi armati.

Questa differenza può essere spiegata con il concetto di "continuum della civilianità", un'inelegante espressione che vuole illustrare la realtà dei fatti: la definizione di "civile" e "combattente" è spesso legata ad un concetto di gradazione. E' ovvio che ogni bambino al disotto dell'età che gli consenta di assistere Hamas è da considerarsi un civile. Ed è altrettanto ovvio che un operativo di Hamas che lancia razzi, porta armi e opera nei tunnel è un combattente. Ma all'interno di questi due estremi vi sono tutte una serie di persone che possono trovarsi più vicini alla figura di un civile o di un combattente.

Le leggi di guerra internazionali non hanno definito (curiosamente la Corte Suprema israeliana ci ha provato!) una chiara linea di demarcazione tra civili e combattenti soprattutto in un contesto di guerriglia urbana dove persone (senza divisa militare) portano armi di notte e cuociono il pane di giorno, che sparano razzi di giorno per poi tornare a casa a dormire con i propri familiari.

I dati forniti dal NY Times suggeriscono che un gran numero di vittime (probabilmente la maggioranza) sono più combattenti che civili.
1) La stragrande maggioranza delle vittime è di sesso maschile: in una società islamica i combattenti uomini sono sicuramente più numerosi delle combattenti donne
2) La stragrande maggioranza delle vittime ha un'età compresa tra i 15 e i 40 anni: età in cui i combattenti sono più probabili; e anche questi sono per la maggior parte maschi
3) Il numero degli over 60 uccisi è infinitesimale
4) Il numero dei bambini sotto i 15 è relativamente basso sebbene siano quelli maggiormente mostrati ai media.

In poche parole i generi e le età delle vittime non sono rappresentative della popolazione di Gaza: sono sicuramente più vicine ai generi e alle età di possibili militanti; ovvero sono più vicine al lato combattente del "continuum".

Ciò prova anche, se ancora fosse necessario, che Israele non colpisce civili in modo indiscriminato (cosa che ovviamente fa Hamas lanciando indiscriminatamente 3.000 missili in un mese sulle città israeliane colpendo tra l'altro anche città cisgiordane). Perché se così fosse la distribuzione delle vittime dovrebbe dovrebbe riflettere la distribuzione della popolazione di Gaza invece di essere più vicina alla figura del combattente.

I media dovrebbero smettere di usare in modo acritico i dati statistici forniti da Hamas, che anche in passato si sono dimostrati altamente inattendibili. Viceversa dovrebbero cercare di procurarsi documenti indipendenti che per ogni vittima ne descrive l'età, il genere, l'occupazione, l'affiliazione ad Hamas e altri fattori obbiettivi che ne possano definire lo stato di combattente o di civile o uno nel mezzo.

Le fonti di Hamas parlano dell'82% di vittime civili. Curioso, è la stessa percentuale fornita in occasione dell'operazione Piombo Fuso.

E' talmente pericoloso (e fazioso) per i media affidarsi esclusivamente ai numeri forniti dalla propaganda di Hamas che quando fu pubblicato l'infame rapporto Goldstone (rinnegato persino dallo stesso autore) in cui falsamente veniva affermato che nell'operazione Piombo Fuso la maggior parte delle vittime erano civili e non combattenti di Hamas che tanti in Gaza si sono lamentati con la stessa Hamas accusandola di codardia per aver permesso che tanti civili fossero uccisi per proteggere i loro combattenti. Di conseguenza Hamas è stata costretta a dire la verità, che in effetti la maggior parte delle vittime sono state combattenti o poliziotti di Hamas. E' probabile che Hamas effettuerà una simile correzione con riguardo a questo conflitto, ma è altrettanto probabile che questa correzione non venga riportata dai media, così come non lo è stato per la precedente.
Il Titolo "La maggioranza delle vittime a Gaza erano bambini, donne e anziani" continuerà pertanto a essere riportato sui giornali malgrado l'evidente falsità.

E' possibile che in oltre un mese di conflitto le televisioni italiane, i telegiornali non siano riusciti a mostrare neanche UN militante palestinese (vivo o morto) armato o intento a lanciare razzi? E' possibile che per vederne uno si debba fare zapping sulla TV indiana? (si, perché un giornalista indiano ci è riuscito).
I reportage dei giornalisti italiani da Gaza continueranno con il giornalismo del "peluche sulle macerie" riflettendo la strategia di Hamas del "bambino morto".

Le statistiche riportate dai telegiornali italiani continueranno a mettere in evidenza da una parte le 1.900 "vittime palestinesi" e dall'altra i 64 soldati e i tre morti civili israeliani.

Se il lavoro del giornalista deve essere riportare con obiettività i fatti (o almeno sottolineando la difficoltà a fornire dati omogenei), bene, i nostri sicuramente non fanno il loro lavoro con coscienza. Il nostro è palesemente un giornalismo in malafede e di parte; e per loro non varrà la giustificazione ex post delle minacce di Hamas ai giornalisti se non avessero effettuato riprese "mirate".

Sergio T.

13 ago 2014

Dotto'!

Mio padre ogni tanto mi racconta della guerra [in Italia e in Israele].
Quando cambia argomento mi parla del suo lavoro.
Diciamo che entrare in un'azienda come fattorino e finirla facendo il factotum all'ingresso non è proprio il massimo.
Se questa azienda è il settimanale L'Espresso dal 1971 [un anno dopo il ritorno in Italia di mio papà] al 1984 allora le cose cambiano.



Episodio 1-
"Le gambe dove le metto signor Giuseppe? Lei si ostina nel venirmi a prendere con questa scatoletta [Fiat 127] ma la mia gamba malata non ce la fa!"
"Dottò ce penzo io, stia bono". "Ma che stia bono e bono. Io ho dolore! Mi dia modo di stendere la gamba! È mai possibile che non mi si possa venire a prendere con una macchina più grande? Per la miseria!"
Mio padre, senza perdere la calma, spostava un po' il sedile permettendo al dottor Moravia di accomodarsi al meglio.



Episodio 2-
"Si va bene, ce vado io da st'imbrattatele. Ditemi dove e vado a ritirare il plico".
Si avviava allora al centro di Roma, tra il Colosseo e Via Nazionale. Suonava al citofono ed il domestico dell'imbrattatele apriva. Mio padre si faceva tutto il corridoio fino ad arrivare nella stanza dell'artista. Poggiati un po' ovunque, in ordine sparso, lungo il corridoio, mio padre vedeva vari "schizzi" di questo pittore. Pensava tra sé e sé: "Non sarebbe male prendere un disegnino per portarlo alle mie figlie".
Il suo lato onesto prevalse ed il "disegnino" del dottor Guttuso non ce lo portò.

Copertina del 19/09/1982 firmata da Guttuso


To be continued...

09 ago 2014

Aprite i link!


Se esistesse veramente la possibilità di testare Photoshop per il cervello, io qualche bisognoso in rete l'avrei già individuato.

L'ho preso dalla grande Barbara. Accuse importanti e sottofondo musicale meraviglioso.