29 set 2014

27 set 2014

Bangladesh non amour




Durante la pausa al lavoro sono andata a dare un'occhiata alla bancarella, ha sempre un bell'assortimento di abiti sfiziosi a basso costo.
Scambio due parole con il ragazzo che mi sta proponendo la sua merce e scopro che proviene dal Bangladesh. Mi racconta di quanto si stia bene nel suo paese, di come le regole laggiù vengano fatte rispettare. Mi spiega che chi ruba viene picchiato dalla polizia, così non lo farà mai più.

Torno pensierosa nella cucina per terminare il pranzo. Con me lavora Yassin, del Bangladesh anche lui. È un ragazzo molto simpatico che sa stare agli scherzi. Gli va di lavorare e non si lamenta mai.
Gli chiedo come si sta nel suo paese e lui: "Molto bene, meglio che qui".

Inizio a pensare che forse questi ragazzi bengalesi vengano da noi semplicemente per imparare la lingua e fare nuove esperienze.

Terminato il lavoro faccio qualche ricerca su questo paese "del  latte e del miele" e mi imbatto in quest'articolo qui

Caspita, mi dico, c'è un muro infinito che impedisce loro di entrare in India.
È lungo circa 3000 km (più o meno la distanza tra la Sicilia e la Svezia).
Ma perché dovrebbero avere l'esigenza di andarsene in India visto che da loro si sta tanto bene? Boh!

[Il video dell'umiliazione nei confronti del povero Habibur Rahman non ho avuto il coraggio di guardarlo, non sopporto nemmeno lontanamente l'idea che in certi paesi si torturi e la si passi liscia]



21 set 2014

Garbatella, proprio come me.

Eravamo a spasso per la Garbatella io e Romeo (il nome è di fantasia).
Cammina, cammina per queste viuzze così romantiche e piene di balconcini infiorati, in cosa ci imbattiamo? In questa pizzeria con un nome molto familiare


Faccio io: "Tocca fa' 'na fotina pe' l'amico mio, uno svejo, simpatico che c'ha un blogghe fico,  R&S.
A noi lettori ci chiama treggatti ma secondo me ce ne sta quarcuno in più che 'gni tanto sbuca fori e commenta.

Con Romeomio continuiamo la passeggiata...

Nemmeno un fiore

 



Sotto quest'ultima foto c'era uno scudetto della Roma che non ho inquadrato per rispetto di Romeomio che tifa per una squadra minore della capitale.

Vediamo poi  questi due treni sotto al ponticello di Via Giulio Rocco.



La nostra passeggiata finisce qui

Ponte Settimia Spizzichino

Ne faremo molte altre, siamo dei camminatori infaticabili con la nostra Nikon sempre al collo.






19 set 2014

Io ve ho avvisato

Cosa succede se una come me, che solitamente non beve alcolici, va in birreria con amici?
Birre alla spina a profusione, tutte di altissimo livello. Che fa? Resta lì a guardare ingolosita?

Mi dico? E che sarà mai 'na biretta...

Fine serata. 'Sta pupetta  cade come 'na pera cotta pe' 'na spinetta bella schiumosa.
[Sono diventata astemia, che imbarazzo]

Uscita dal pub leggo questo

Foto scattata poco prima di entrare nel pub.

Accidenti a me, mi aveva anche avvisato.

16 set 2014

Complotto giudotinèidosionista

Giuro che ingrandendola si vedono le termiti


È stata la NANO-TERMITE!
E noi che fino ad ora abbiamo creduto alla balla delle torri crollate a causa degli aerei dirottati dagli uomini di Al qaeda...

14 set 2014

Lesson number twelve: Pomodori ripieni di riso


Il pomodoro ripieno di riso è un piatto all'apparenza facile ma che, in fase di esecuzione e cottura, può creare difficoltà. 
È molto importante seguire alla lettera questa mia ricetta se non si vuole rischiare di mangiare dei pomodori ripieni con riso crudo o, peggio ancora, insipido.

Ingredienti per 4 persone:
8 pomodori casalino [quelli che vedrete nelle mie foto non lo sono ma a lavoro questi mi portano]
16 cucchiai di riso ideale per risotti
1 bottiglia di passata Mutti
1 tubetto di pomodoro concentrato
Un mazzetto di basilico e uno di prezzemolo
2 spicchi d'aglio
Sale, pepe ed olio q.b.


Cominciate togliendo la parte superiore del pomodoro che poi vi servirà da "tappo".
Svuotate ciascun pomodoro e conservate la polpa. Aiutatevi poi con del sale per togliere l'acqua in eccesso all'interno e lasciateli scolare a testa in giù.


Fate rosolare l'aglio in una casseruola in olio extravergine di oliva [non lesinate con l'olio, più ce ne è più verranno gustosi].
Togliete l'aglio, soffriggete qualche foglia di basilico ed aggiungete la passata, il concentrato e l'interno dei pomodori privato della sua acqua.
Salate e pepate assaggiando poi il tutto. Il sugo deve essere ben saporito.
Quando risulterà cotto, circa un quarto d'ora, togliete la casseruola dal fuoco aggiungete il prezzemolo ed il basilico ben tritati e quindi il riso.


Mettete i pomodori in una pirofila unta con dell'olio, riempiteli con il riso e chiudeteli con il loro "tappo". Se avanza riso mettetelo tra un pomodoro e l'altro, sarà la parte più appetitosa.


Mettetelo nel forno già caldo [circa 200 gradi] e cuoceteli per un'ora e un quarto [assaggiateli prima di spegnere].
Il risultato sarà questo qui*


*se avrete seguito alla lettera le mie indicazioni.



13 set 2014

Gente come noi?

L'omino del pane entra tutto contento e mi fa:
"Ci siamo presi il Circo Massimo!"

"Bene", replico io, "quindi lei è del M5s?"

Lui :"Si certo. Ma guardi che anche lei può diventarlo. È gente semplice, COME ME E LEI."

 [Io e lui? Ma checiazzecco io con quell'ominide?]

Io: "Ah!"

Lui: "Se vuole gliene presento qualcuno."

Io: " Si. Mi porti la testa del Dibbattista!"

Lui: "Caspita, Dibbattista è proprio amico mio, ma che c'entra la testa?"

Io: "Niente, una battuta, ha presente? Tipo Giovanni Battista."

Lui: "Ah no, quello sarà di un altro partito, non lo conosco."

E lui sarebbe COME ME?

05 set 2014

Ve lo meritate l'Isis!

La pretesa di mettere il becco nei conflitti altrui ha creato piu ingiustizie di quelle che voleva impedire.
Qui l'articolo completo

Così parla Carlo Delnevo, padre di Giuliano, il 25enne di Genova partito per la Siria con lo scopo di aiutare i ribelli al regime di Assad e lì morto. Si era convertito alla religione musulmana col nome di Ibrahim.

Leggendo le parole di questo padre mi viene in mente il detto: "Il frutto non cade mai lontano dall'albero".
A quest'uomo Il Messaggero ha dedicato un'intervista di parecchie colonne.
Poveri noi....




03 set 2014

Cercasi vagina, astenersi perditempo.

È tutto un copia incolla ma vi assicuro che l'ho letto proprio qui, cliccate se non ci credete!
La notizia su google news segue quella del massiccio sbarco di immigrati sulle nostre coste.



"Aiuto, non so dov’è la mia vagina!
Una recente indagine europea svela che la metà delle giovani donne non sa dove si trova la vagina. Una situazione che dimostra come l’educazione sessuale e la conoscenza anche soltanto anatomica siano disastrose, nonostante si sia nel XXI secolo e nell’era dell’always connected, con tanto di sovraccarico di informazioni

La metà delle giovani donne partecipanti a un'indagine ha mostrato di non sapere dove si trovano gli organi sessuali femminili.
Fa più sorridere o c’è da mettersi le mani in testa? Giudicate voi, dopo aver letto dell’indagine europea che ha messo in evidenza come la metà delle giovani donne di età compresa tra i 26 e i 35 anni non sanno contrassegnare – in sostanza, individuare – una vagina su un semplice diagramma medico anatomico riproducente gli apparati uro-genitale e riproduttivo.
Ma non basta: difatti il 65% ha addirittura problemi d’imbarazzo con termini quali vagina, vulva e così via.

La ricerca che ha messo in evidenza le lacune e i tabù di molte giovani donne è stata condotta dall’istituzione britannica Eve Appeal, un’organizzazione che si occupa di cancro nelle donne. L’indagine ha per esempio dimostrato che una donna su cinque, di età compresa tra i 16 e i 26 anni, non è stata in grado di nominare un solo corretto sintomo di uno dei cinque tumori ginecologici più diffusi tra le donne, mentre quasi il 40% di esse ha utilizzato dei giri di parole come “parti femminili”, “punti femminili”, per nominare gli organi sessuali, anziché i nomi corretti come vagina, vulva, utero eccetera.

Lo studio ha inoltre trovato che più di una donna su 10, di età compresa tra i 16 e i 35 anni, è in imbarazzo nel chiedere aiuto ai medici per quel che riguarda i problemi ginecologici. Quasi un terzo, poi, non si è addirittura mai sottoposta a visita medica, sempre a causa dell’imbarazzo.
L’indagine mostra dunque che vi è un netto contrasto con quanto popolarmente ritenuto, ossia che la società moderna sia più aperta verso certe questioni, e che dovrebbe essere molto più facile per le donne delle nuove generazioni parlare di salute ginecologica. E, sebbene quasi tre quarti di tutte le donne intervistate attraverso ogni fascia d’età fossero d’accordo con questa affermazione, i risultati hanno mostrato il contrario. In più, oltre il 60% delle donne intervistate ha detto di pensare che le giovani donne sapessero di più sulla salute ginecologica rispetto alle donne più anziane, ma i fatti hanno dimostrato anche in questo caso il contrario: le donne anziane di età compresa tra i 66 e i 75 anni erano molto più istruite sui loro corpi, con otto su dieci donne in grado di contrassegnare correttamente le ovaie, e quasi nove su dieci indicare il grembo materno.

«Alla Eve Appeal sappiamo quanto sia importante promuovere per le donne di tutte le età il diritto parlare dei segni e dei sintomi dei tumori ginecologici, e questa indagine ha messo in luce quanta strada dobbiamo ancora percorrere per far sì che questo avvenga – ha commentato, nel comunicato, Helena Morrissey presidente di Eve Appeal – Questi tumori sono alcuni dei peggiori per le donne, con un tasso di mortalità del 40%. Comprendere i sintomi può salvare la vita, che è il motivo per cui stiamo sollecitando le donne durante questo Gynaecological Cancer Awareness a parlare più apertamente di questi temi salvavita».

Nell’era del “sempre connesso”, del libero accesso a una miriade di informazioni, la realtà dei fatti dimostra dunque che siamo per contro sempre più ignoranti – nel senso che ignoriamo – su molti fatti che invece andrebbero conosciuti a fondo.
Ora possiamo sorridere o metterci le mani in testa."
 [Anche noi.]